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Brevi note storiche
Matera è una città ritenuta fra le più antiche del mondo per la continuità, nel suo sito, della presenza dell'uomo dal paleolitico ad oggi. Domenico Ridola, archeologo materano cui è intitolato il Museo Nazionale, ha fornito una ricca documentazione stratigrafica che evidenzia i vari periodi storici della città, dalla prima età del ferro all'epoca greca e romana.
Matera nel 664 entrò a far parte del ducato longobardo, subì il saccheggio del Saraceni nel 938, fu occupata dal Normanni nel 1043 con la nomina di Guglielmo Braccio di Ferro a Conte di Matera e delle Puglie. Ai Normanni seguirono gli Svevi. Nel 1497 fu conte di Matera il napoletano Giancarlo Tramontano, ucciso nel 1514 dal popolo in rivolta che mal sopportava le sue continue e pesanti vessazioni. Nel 1663 Matera, già annessa alla "Terra d'Otranto", passò alla Basilicata, divenendone la capitale fino al 1806. È capoluogo di provincia dal 1927.
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La Civita e i Sassi
La Civita è la parte più antica della città e le ricerche archeologiche hanno provato come essa sia stata uno degli insediamenti preistorici dell'area materana. Quando le tribù dei villaggi trincerati della Murgia oltrepassarono il torrente Gravina stabilendosi, forse per maggior sicurezza e difesa, sulla Civita, nacque il vero primo nucleo di Matera che successivamente si dotò anche di fortificazioni e di una cinta muraria.
A cavallo di due vallette carsiche allora ricche di vegetazione e antri naturali, la Civita in seguito risentì della crescita demografica, per cui l'occupazione di altri siti fuori delle mura divenne una necessità.
Così, man mano le due vallette carsiche sottostanti alla Civita si popolarono e diedero vita al caratteristici rioni chiamati Sassi.
Negli anni '50, con una legge speciale, fu ordinato per ragioni igienico-sanitarie lo svuotamento dei rioni. Un'altra legge, la n. 771 del 1986, ha segnato l’inizio della rinascita, strappando dal degrado questa eccezionale e originale struttura urbanistica che oggi fa parte a pieno titolo della "World Heritage List" dell'Unesco.
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La Cattedrale
Maestoso monumento del 1270 in stile romanico-pugliese, domina gli antichi rioni e la parte medioevale e moderna della città. L'esterno, armonioso e sobrio nella sua elegante architettura, presenta sulla facciata un grande rosone simboleggiante la ruota della vita e, sul fianco destro, due portali riccamente decorati. L'interno a tre navate conserva l'affresco della Madonna della Bruna del XIII sec., un bel coro ligneo del 1453 ed un presepe in pietra del 1534, opera di Altobello Persio.
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Palazzo Lanfranchi
Costruito nel 1668, già seminario diocesano, poi Liceo-ginnasio dove insegnò anche il poeta Giovanni Pascoli, ospita oggi il "Centro Carlo Levi" con l'enorme pannello "Lucania '61' e la "Pinacoteca D'Errico" formata da circa 300 dipinti di scuola napoletana del '600 e del ‘700. Dall'attigua Piazzetta Pascoli si gode la suggestiva veduta del Sasso Caveoso e, in alto oltre il torrente Gravina, dell'altopiano murgico.
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Altre chiese e palazzi nobili
Fra le numerose altre chiese, tutte degne di nota, si segnalano particolarmente: la Chiesa del Purgatorio, del 1747, in stile tardo barocco con interessanti elementi allegorici; San Francesco d'Assisi, del 1230, che presenta oggi, dopo la ricostruzione del 1670, la sua bella e monumentale facciata barocca; San Giovanni Battista, del 1233, che costituisce un ulteriore esempio dell'arte romanica, della quale mette in risalto i caratteri inconfondibili.
Matera è anche ricca di interessanti palazzi nobili rinascimentali e settecenteschi. Oltre al palazzo Lanfranchi, di cui si è detto innanzi, segnaliamo: i palazzi Sedile e Bronzini, attualmente adibiti a Conservatorio di musica, e quelli costruiti sull'antica cinta muraria della città: Alvino, Firrao-Giudicepietro. E ancora: Palazzo Santoro-Padula in via Duomo e Palazzetto Enselmi in via San Biagio.
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Il castello
La costruzione fu iniziata alla fine del XV sec., quando era conte di Matera il napoletano Giancarlo Tramontano. In posizione dominante, presenta un maschio centrale e due torri laterali. Non fu mai ultimato per la morte cruenta dell'inviso conte avvenuta durante la rivolta popolare del 1514.
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Folklore - La Festa della Bruna
Papa Urbano VI, già vescovo di Matera, istituì il 2 luglio 1389 la festa della Visitazione della SS. Vergine. Forse proprio per ricordare tale evento i Materani fissarono al 2 luglio la Festa della Bruna, protettrice della città, che vanta antichissime origini. Il suo programma è intenso e spettacolare. La "Processione del Pastori", che ha inizio all'alba, la "Cavalcata" in costume, il "Carro trionfale", opera in cartapesta realizzata da artisti locali, sono la caratteristica principale della festa, che segna il suo culmine quando una grande folla esultante, tra cui molti stranieri, assalta il Carro e lo distrugge. Fantasmagorici fuochi pirotecnici illuminano la Murgia e chiudono la festosa manifestazione.
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Le chiese rupestri - Le cave di tufo
La particolare natura e conformazione del suolo e dell'altopiano murgico materano favorirono l'espandersi, in epoca che va dall'VIII al XIII sec. d.C., di quell'intenso movimento monastico che nelle antiche case/grotte trovò le condizioni ideali per formare cenobi e chiese rupestri secondo schemi del paesi d'origine.
In agro di Matera se ne contano oltre 130, alcune esclusivamente ipogee, altre con la parte scavata integrata con una costruzione all'esterno, a testimonianza di civiltà monastiche e greco/bizantine che in Matera segnarono un importante punto di confluenza.
Molti di questi ipogei conservano ancora oggi affreschi di grane pregio artistico (Madonna della Croce, Cripta del Peccato Originale, Santa Lucia alle Malve, San Nicola dei Greci, Santa Maria della Valle, Santa Barbara, ecc.)
Partendo proprio da S. Maria della Valle, sulla SS. 7 Appia e proseguendo in direzione Laterza, si ha modo di osservare sulla destra alcune grandi cave di tufo dall'aspetto quantomeno singolare che testimoniano la fatica e sudore degli antichi cavamonti impegnati ad estrarre la materia prima (il tufo) per l'espansione della città sul piano.
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S. Chiara - Museo Nazionale
Nell'edificio dell'ex monastero di S. Chiara, del 1698, ha sede il Museo Nazionale intitolato a Domenico Ridola, medico e archeologo materano la cui infaticabile attività di ricerca e di raccolta permise la creazione del museo. Vi sono conservati ed esposti in modo chiaro e razionale reperti che datano dal paleolitico al neolitico, all'età del bronzo e del ferro, all'epoca greca e romana.
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